TERRITORIO​

Densità abitativa bassa, sorgenti d’alta quota ma infrastrutture delicate. Digitalizzare e automatizzare questi acquedotti significa proteggere un capitale idrico ad altissima qualità.

Ridurre i tempi di intervento, garantire continuità di servizio alle comunità montane, preservando la filiera turistica, artigiana e agro-pastorale dipende anche da questa acqua.

Le aree interne del Friuli Venezia Giulia, un paesaggio plasmato da milioni di anni di sollevamenti, erosioni e ghiacciai.

Morfologia e rilievi
Dal massiccio delle Alpi Carniche alle Dolomiti Friulane, i rilievi raggiungono i 2.500–2.800 metri: il Monte Coglians (2.780 m) è simbolo estremo di questa catena. Le montagne sono costituite in gran parte da calcari e dolomie, depositi marini antichi che furono spinti in alto durante l’orogenesi alpina. Le glaciazioni del Quaternario hanno modellato i versanti: circhi montani, valli a «U», bacini sospesi e depositi morenici rimangono tracce visibili di quel passaggio d’acqua e ghiaccio.

Geologia e strutture
Nel sottosuolo si alternano strati rocciosi che raccontano ere diverse: rocce carbonatiche (calcari, dolomie) e rocce terrigene testimoniano ambienti passati, mari e bacini. L’erosione ha scavato gole e forre profonde, mettendo a nudo le sequenze stratigrafiche e dando origine a colate detritiche nei pendii. Le valli del Cellina e del Tramontina penetrano questi rilievi: calcari e dolomie forano canyon e forre.

A fondovalle i torrenti Cellina–Meduna si distendono, formando conoidi ghiaiosi e dando vita ai Magredi, pianure ciottolose che drenano rapidamente l’acqua verso la falda. Più a sud, le acque riemergono lungo la fascia delle risorgive, tratto dove l’elemento sotterraneo torna a essere visibile.

L'ACQUA

ARINT trasforma la ricchezza naturale delle Aree Interne in valore duraturo per le comunità montane, unendo tutela ambientale e sviluppo sostenibile.

Rete idrografica
Oltre al fiume Tagliamento e ai suoi principali affluenti (Degano, But, Fella), nei territori interni scorrono torrenti che raccolgono le acque delle valli alpine: il Cellina, il Meduna, ma anche il Torrente Arzino e il Torrente Cosa (in alcune vallate) sono parte integrante del sistema. In alta quota scorrono in gole strette, regimi impetuosi e acque cristalline: più in basso si aprono, contribuiscono ai depositi ghiaiosi e alimentano risorgive.

Laghi e invasi
I laghi e gli invasi sono elementi dominanti nel paesaggio montano interno. Il Lago di Sauris (977 m), costruito con diga sul Lumiei nel 1948, è il più ampio bacino artificiale della zona. In Valcellina il Lago di Barcis è un elemento idraulico fondamentale. In Val Tramontina, gli invasi di Redona, Cà Zul e Cà Selva intervengono direttamente nella gestione dell’acqua locale. Non mancano i piccoli laghi glaciali e le polle carsiche, spesso nascosti tra i rilievi, che testimoniavano antichi ghiacciai e processi carsici ancora visibili.

VULNERABILITÀ

Reti acquedottistiche frammentate e spesso datate, con difficoltà di manutenzione in inverno.

Perdita idrica diffusa e rilevamento torbidità ancora manuale su molti tratti.

Gole calcaree soggette a fenomeni di piena rapida e trasporto solido.

QUI UN FILO D'ARGENTO CUCE IL FRIULI
DI OGGI AL FRIULI DI DOMANI